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Magnolia di Alice DC, recensione. - La libreria di Flavia | Bookblog
Recensione

Magnolia di Alice DC, recensione.

A cura di Claudia Manco

Titolo: Magnolia
Autore: Alice DC
Data di pubblicazione: novembre 2018
Genere: 
Romance
Editore: self-published
Collana: Hearts on Fire
Pagine: 506
Prezzo: 14,00€ flessibile/ 2,99€ kindle

Trama 

Se tutto ciò da cui fuggi, fosse invece la via da percorrere per tornare ad essere felice?
Elise Sodderland, la ragazza dai capelli corvini e l’animo tormentato, vive una menzogna. Prigioniera del suo passato, custodisce un segreto del quale non può liberarsi, i cui ricordi hanno infettato la sua anima e marchiato la sua pelle. Quando all’improvviso si scontrerà con tutto ciò da cui sta tentando di nascondersi, scoprirà di non voler più vivere nell’ombra, ma di non essere pronta a fidarsi ancora.
Colin Knight, noto imprenditore inglese, all’apparenza possiede tutto ciò che ogni uomo possa desiderare, ma la sua anima vive in un’armatura. Ha detto addio all’amore il giorno in cui ha perso una parte di se stesso e da allora cerca di tenere insieme i pezzi, di essere un padre per sua figlia, ma il suo cuore è sopito in un sonno fatto di dolore e rimpianti, al di là di un muro che sembra invalicabile.
Che succede quando due universi all’apparenza così lontani, eppure così affini, entrano in collisione?
Solo l’amore, quello improvviso e travolgente, potrà riaccendere due cuori schiacciati sotto le ceneri di una vita che sembra volerli spezzare.

Recensione

Scrivere questa recensione, già lo immagino, sarà impegnativo. E no, non perché non ho le idee chiare su cosa dire riguardo questo libro o perché ho da esprimere delle critiche e ho paura di farlo. Tutt’altro. Questo libro è così meraviglioso da farmi desiderare ardentemente che la mia recensione gli renda giustizia. Comincio dicendo che sono, in fondo, una lettrice “codarda”: a volte scappo dai libri troppo complessi, da quei libri che trattano temi così delicati quali, ad esempio, la violenza, perché somatizzo tutto, somatizzo troppo e ne soffro fisicamente e mentalmente. Ma per “Magnolia” ho fatto un’eccezione e ne sono fiera. Merita tanto. Se avrete pazienza di seguirmi in questa recensione, vi spiegherò per filo e per segno il perché.

Innanzitutto, che Signor Prologo, ragazzi! Brividi. Un inizio col botto, che ci cala immediatamente nell’azione, come piace a me. Si ha già uno scorcio sull’animo battagliero della protagonista, che si lascia piegare ma non spezzare. Spezzare mai. 

Cominciano poi i capitoli veri e propri, scopriamo che Elise è riuscita a fuggire (o almeno così sembra) dal suo passato travagliato per costruirsi una nuova vita, fatta sì di menzogne ma anche di libertà, di gesti scontati ma importantissimi quali recarsi a lavoro o ridere con un’amica. Gesti che, fino a solo un anno prima, le erano brutalmente preclusi. 

Accanto alla sua storia, conosciamo presto anche quella di Colin, noto imprenditore miliardario (come ama definirlo la nostra Elise), che nasconde ben più di quello che i giornali dicono di lui. La sua unica figlia, infatti, non sta vivendo certo un periodo facile. Leggere del loro rapporto è molto toccante, vedere come una bambina così piccola possegga una forza invidiabile a molti adulti è, ve l’assicuro, oltre che straordinario anche d’esempio.

E che cosa può portare l’incontro fra questi due universi bellissimi ma sconvolti nel profondo? Ve lo dico io. Scintille, ragazzi. Un mare di bellissime e pericolose scintille di passione, comprensione, timore, impulso di autoconservazione, desiderio, fiducia istintiva, e poi…e poi? Ne vedremo delle belle.

Il primo incontro tra Colin ed Elise è davvero emozionante, così come l’intero e lento evolversi del loro rapporto. Imparano a fidarsi e a raccontarsi all’altro a piccoli passi, similmente a quando si cerca di avvicinare un’animale selvatico ferito. Se lo conquisti, avrai la sua fiducia per l’eternità.

“The bigger the issue, the smaller you write. Then, work off the resonance.”

Non significa altro che, se si trattano temi gravi e spinosi, bisogna narrare delle piccole cose. Dei dettagli, di quei particolari che rivelano le fragilità e le conseguenze dell’immenso problema che si sta presentando al lettore. La risonanza farà il resto. L’autrice sembra aver fatto di questo concetto un mantra.

Parliamo quindi dello stile. 

Il modo che l’autrice ha di veicolare sensazioni, paure, desideri e di raccontare gli eventi è minuzioso, toccante, accurato e approfondito. Persino l’impaginazione, in questo libro, è frutto di un lavoro molto curato.

I temi trattati, l’avete già potuto intuire, sono molto complessi. Si parla di violenza, di tortura psicologica e fisica, di malattia, di autolesionismo… 

Eppure, Alice è riuscita a descriverli con una delicatezza inaudita, pur non addolcendone i tratti e chiarendo in modo esemplare le conseguenze e le terribili implicazioni derivanti da situazioni del genere.

Io, personalmente, sono sempre stata molto critica nei confronti di alcuni di questi atteggiamenti, in particolare dell’autolesionismo. Non l’avevo mai ammesso o giustificato, e ora mi rendo conto della mia profonda ignoranza. 

“Magnolia” ha stravolto tutte le mie convinzioni, mi ha posta in un’ottica nuova, mi ha fatto rivalutare i miei giudizi (e pregiudizi) e mi ha permesso, se non di accettare, quantomeno di comprendere. E questo è fondamentale.

I personaggi sono estremamente caratterizzati, tutti quanti, persino il più marginale. Si raccontano, mettendosi a nudo, costruendo figure a tutto tondo che appaiono coerenti, realistiche e toccanti. I ricordi di Elise, soprattutto quelli riguardanti sua madre e la sua malattia (nonché la scena del vestito…chi lo leggerà, mi capirà), descrivono emozioni così intime e vivide da sconvolgermi: ho vissuto in prima persona certi ricordi, e come me sicuramente molti di voi. Per questo vi dico che l’autrice è in grado di toccare delle corde nel cuore di chi legge, corde capaci di renderci vulnerabili ma anche pieni di quella commozione/nostalgia che spesso non lasciamo riemergere.

Alcuni colpi di scena delineano collegamenti inaspettati tra il presente e il passato di Elise, lasciando il lettore a bocca aperta per la tensione. 

Gli ultimi capitoli ci fanno capire che, nella realtà (che non è romanzata come in un libro, e “Magnolia” descrive il reale perfettamente), l’amore non sempre basta. Serve coraggio, pazienza, tempo e aiuto. Nessuno si salva da solo.

Ho adorato, finalmente, comprendere la motivazione nascosta dietro il titolo di questo romanzo: l’ho trovata profondamente azzeccata.

Infine, arriviamo alla conclusione. La conclusione lascia aperto un enorme e terrificante spiraglio che prospetta indiscutibilmente guai, guai che verranno chiariti nel secondo romanzo. Mi taglierei un braccio per stringerlo già tra le mani, invece aspetteremo tutti con ansia l’inizio del 2020 (ho chiesto io stessa all’autrice, non ci resta che pregare e avere fiducia!).

In sostanza, cosa posso dire? “Magnolia” è uno di quei libri che mi ha stravolto la vita; mi si è infilato dentro per giorni e ancora non riesco a cacciarlo via. Ha sollevato di molto il mio standard di aspettative, poiché Alice è un’autrice emergente eppure non ha nulla da invidiare a scrittori di un certo calibro e competenza, ve lo garantisco. Questo libro meriterebbe di avere un successo molto più ampio, per sensibilizzare quante più persone possibile.

Un difetto? Non riesco a trovarlo. Ci ho provato, perché questa recensione è troppo perfetta, me ne rendo conto, ma davvero io non ce la faccio.

Se lo leggerete (e vi consiglio di farlo, se non si fosse capito) non esitate a scrivermi per farmi sapere se voi siete d’accordo o se, invece, avete trovato qualcosa da sottolineare. Vi sfido, ma immagino già l’esito…

Valutazione

5/5 (solo perché non posso darne di più).